La tre giorni regionale
animazione preghiera - musica e canto
“Signore, siamo qui, abbracciaci!”, la nostra cronaca inizia dalla fine, da queste parole cantate dagli oltre 600 animatori della preghiera e del canto, con le quali chiedevano che Dio avvolgesse nel suo abbraccio non solo le loro vite, ma anche le comunità, le diocesi, il Rinnovamento tutto e la Chiesa. A Capaci (Palermo) dal 30 gennaio al 1 febbraio si è svolta non una semplice tre giorni di formazione, ma un evento di grazia, che ha coinvolto il Comitato Regionale della Sicilia, i delegati dei ministeri e tutti i fratelli, che hanno potuto percorrere un breve ma intenso percorso spirituale, un’immersione nella santità di Dio.
Già dal pomeriggio del venerdì si respirava un’aria diversa. I fratelli sono stati accolti in maniera inconsueta, da un’adorazione silenziosa, che li ha posti subito di fronte alla Parola: “Togliti i calzari dai piedi…”. Nel silenzio Dio si è messo all’opera nei cuori, si è posto al centro delle nostre vite, ha preso la guida della nostra animazione carismatica con mano forte. A seguire l’esortazione profetica di Peppino Di Martino e di Salvatore Cannizzaro, con il forte richiamo alla semplicità, a balbettare tra le braccia del Padre, a farsi benedire come bambini da Gesù (“Lasciate che i bambini vengano a me…”). Chi era venuto per apprendere delle tecniche di animazione, per imparare l’esercizio dei carismi, si è trovato quantomeno spiazzato dalla Parola, dall’invito diretto di Gesù ad essere “rapitori del Regno” come i bambini, ad abbandonare le proprie certezze, anche quelle inerenti all’animazione della preghiera. La giornata del sabato è stata una Pentecoste per tutti i presenti, a partire dal mattino, nel quale la liturgia delle Lodi si è prolungata in una fervente preghiera carismatica che ha toccato i cuori. L’esortazione di Liliana Capitumno e di Maurizio Colucci ha portato i fratelli alla fonte dell’esperienza del Rinnovamento, la fede carismatica, l’unzione profetica, la lode, il giubilo, l’unzione del cantore, tutto intercalato da preghiere, canti, professioni di fede. “Io credo che oggi si rinnova il miracolo della Pentecoste nel Rinnovamento”, un ritornello cantato con fede, che afferma con certezza che c’è un fuoco che non si è spento, ma che ancora deve ardere in tanti fratelli, che ancora deve raggiungere tutti i gruppi, che deve coinvolgere ogni carismatico a coltivare una nuova audacia nello Spirito. Ai piedi della Croce in seguito l’assemblea ha trovato pace, conforto, liberazione, guarigione: un popolo orante, dove non c’era più distinzione tra animatori ed assemblea, un popolo di profeti, di consolatori, di intercessori, che si è “tuffato” nel fiume della Grazia “che esce dal lato destro del Tempio”, dal costato aperto di Cristo. Nel pomeriggio la grande adunanza, al suono dello Shofar, per rivivere insieme l’esperienza di 2 Cronache 5, 11-14, quando la Gloria di Dio riempie il Tempio: giubilo ininterrotto, salmodie spontanee, danza e intercessione profetica, tutto accompagnato dai numerosi strumenti che i partecipanti hanno utilizzato per esaltare la Gloria di Dio. La domenica, “il Giorno fatto dal Signore”, è iniziata all’insegna dell’esultanza, tutto il popolo del Rinnovamento di Sicilia ha fatto il passo di entrare “nel suo Giorno, nel suo riposo”. Giuseppe Schillizzi e il coordinatore Ignazio Cicchirillo hanno condotto l’assemblea nell’ultima tappa di questo percorso, “Lo Spirito del Signore è su di me…”, Gesù nella sinagoga di Nazaret, modello del vero animatore, che come iconografo trasferisce immagini e profezie per far avvertire ai fratelli i passi del Maestro che passa. E poi si è fatta viva davanti ai partecipanti la chiara immagine di un percorso spirituale, da Babilonia, terra del nostro esilio, al Cenacolo di Gerusalemme, insieme con Maria e gli Apostoli, sintesi di quanto Dio ci ha fatto vivere in questo ritiro. Nella celebrazione eucaristica conclusiva il Rinnovamento di Sicilia ha espresso il suo grazie a Dio, perché è stato ravvivato il dono che lo Spirito ci ha concesso, ha rinvigorito le braccia stanche e le ginocchia vacillanti, ha dato certamente nuova linfa ai nostri gruppi e alle nostre comunità.
Maurizio Colucci