Scuola interregionale animatori (A) – Sintesi del 17/09/2016

img_0310Interamente dedicata alla preghiera comunitaria carismatica la seconda tappa della scuola interregionale animatori. Ha aperto la giornata, dopo la preghiera comunitaria, la relazione di Antonio Tirrito, membro del CRS, che ha cercato di focalizzare l’attenzione sulla preghiera quale esperienza “fontale” della vita dei gruppi e comunità RnS. La preghiera comunitaria è per tutti, ha sottolineato, giovani e meno giovani, nonni e bambini… tutti chiamati a divenire un corpo. Non dobbiamo perdere di vista qual è il progetto di Dio, la sua volontà, rispetto alla quale la nostra stessa preghiera è un mezzo e non un fine: dal libro della Genesi a quello dell’Apocalisse, la volontà di Dio è costruire una casa dove abitare con il suo popolo. È questo il senso della sua amicizia con Adamo ed Eva prima del peccato ed è questo il senso di quel giardino che ricompare splendente nel libro dell’Apocalisse. Nella preghiera comunitaria noi edifichiamo la comunità secondo il desiderio di Dio e la comunità è il suo corpo mistico dove egli abita e chiama alla comunione con lui. All’intero di questo scopo principale collochiamo tutti gli altri aspetti della preghiera comunitaria (guarigione, liberazione, ecc…).
Prima di tutto però bisogna ricordare che questa dimora di Dio è anche il cuore di ciascuno di noi e che la lode vera è quella che coinvolge la vita; percio ogni giorno bisogna diminuire la distanza tra ciò che si è e ciò che si fa per essere persone unificate. Un gruppo fiorisce quando i suoi membri conducono una vita degna della loro chiamata. Se aspiriamo a stare con il Signore, avremo anche i suoi doni.
Tirrito ha poi sottolineato il ruolo degli animatori, ricordando che un buon animatore “vede” chi ha davanti e si accorge dei suoi bisogni. Ciascuno va accolto con tutto il suo fardello; è sbagliato invitare i fratelli a lasciare i problemi fuori dalla porta, dove li ritroverebbero appena finita la preghiera, bisogna invece invitarli a portare i problemi ai piedi di Gesù.
Ha poi richiamato l’importanza di armonizzare, nella docilità allo Spirito, tutti i momenti della prehiera comunitaria, ricordando che anche il silenzio è importante e non dobbiamo averne paura; nel silenzio infatti Dio ci parla e ispira la preghiera.
I singoli aspetti della preghiera carismatica sono stati poi approfonditi nell’ambito dei cinque simposi svoltisi nella giornata e guidati da membri del CRS o da fratelli anziani. Due momenti particolarmente intensi sono stati la celebrazione eucaristica, presieduta da don Leoluca Pasqua, parroco della comunità di Marineo (PA) e autore di diveri libri di spiritualità e la preghiera davanti a Gesù eucarestia guidata da fra Tonino Bono, esorcita della diocesi di Trapani. Fra Tonino ha esortato a vivere in modo realistico la vita comunitaria, tenendo lontano i mali che spesso affliggono le nostre comunità e che egli ha definito “un cumulo di idiozie”, per non favorire l’azione del maligno che vuole devastare e distruggere. Bisogna invece impegnarsi in una vita cristiana radicale ed autentica che sia una vera alternativa per il nostro tempo.  Al termine della giornata, in tutti la chiara sensazione che lo Spirito Santo abbia condotto ogni cosa con grande coerenza e armonia, accordando meravigliosamente i fratelli di cui si è servito come strumenti.

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