Conferenza Regionale Animatori – Sintesi

Circa 1800 animatori dei gruppi e comunità del Rinnovamento di Sicilia si sono dati convegno a Palermo, domenica 27 Novembre, presso il centro “Gesù liberatore”, per un appuntamento annuale che fa seguito alla recente Conferenza Nazionale Animatori ed apre il cammino al nuovo anno pastorale.
Tre le parole-chiave dell’incontro offerte dal passo di Fil 1,9-10 oggetto di riflessione nella giornata: carità, conoscenza, discernimento.
A dettare la relazione principale sul tema è stato P. Enzo Romano, della diocesi di Piazza Armerina, già membro in passato del CRS del Rinnovamento di Sicilia. P. Romano ha dato corpo al tema presentaimg-20161127-wa0091ndo una comunità concreta, quella di Filippi, quasi ad indicare che il tema della carità non può essere sganciato da un contesto concreto in cui si è chiamati a viverlo. Filippi rappresenta la prima città europea dove viene annunciato il Vangelo e S. Paolo rimase sempre legatissimo ad essa per cui si rivolge ai Filippesi con espressioni di grande affetto e tenerezza. I Filippesi lo hanno aiutato in tante circostanze ed hanno condiviso le sue sofferenze per il Vangelo, accettando incomprensioni e persecuzioni:”Possiamo cogliere in questa lettera la relazione di reciproco affetto, stima e sostegno, che lega Paolo ai Filippesi e lasciarci coinvolgere anche noi in questa relazione, sentendoci parte di questa grande comunione che si fonda sulla fede”. S. Paolo indica ai Filippesi la via per una rigenerazione dei loro sentimenti e delle loro relazioni: assumere i sentimenti di Cristo Gesù. In noi deve prendere forma il Cristo altrimenti la nostra fede rimane quella di un neonato. Dobbiamo invece crescere nella conoscenza del mistero di Cristo con lo studio e la formazione ma soprattutto lasciandoci guidare dallo Spirito che ci conduce al cuore di questo mistero, perchè ci fa partecipare alla vita trinitaria. La nostra scuola è Gesù; crescere a questa scuola significa amare con lo stesso amore e lo stesso ardore di Cristo e infiammare il mondo con la sapienza del Vangelo. Non è facile però lasciarsi veramente guidare dallo Spirito, per questo il cristiano ha bisogno di esercitare il discernimento in ogni circostanza, imparando a distinguere ciò che non viene da Dio e a riconoscere l’albero dai suoi frutti. Non si tratta però di un discernimento freddo ma di un discernimento che nasce dall’amore e che si esercita nell’amore.
Ha concluso la mattinata la celebrazione eucaristica presieduta da fra Benigno, dei frati minori rinnovati che nell’omelia ha dato degli orientamenti per crescere nella 20161127_124601santità esercitando il discernimento, per imparare a cogliere la volontà di Dio nella nostra vita, mettendo anche in guardia rispetto al pericolo della vanagloria, che è sempre in agguato e toglie merito a tutto ciò che ci sforziamo di fare per il Signore. Il discernimento ci porta invece a purificare le nostre intenzioni, orientando il nostro operare al Regno di Dio.
La sessione pomeridiana è stata dedicata alle applicazioni concrete a livello pastorale e ministeriale. Il coord. Reg.le Giuseppe Viola ha guidato i pastorali in un momento di verifica personale. Parlando di discernimento, infatti, si pensa immediatamente al discernimento sui fratelli ma il primo discernimento è quello che si fa su se stessi e sul modo in cui stiamo rispondendo alla chiamata di Dio. “Il Pastorale e ciascuno dei suoi membri sono chiamati, perciò, a vivere uno stato permanente di discernimento; a vivere, cioè come compito primario, uno stato di unione così profonda e costante con lo Spirito Santo tale da farlo pervenire ad una concreta unità d’intenti con Lui per seguirne le ispirazioni. (…) Ogni membro del Pastorale è chiamato a fare, prima di tutto, un discernimento radicale img-20161127-wa0036sulle sue disposizioni interiori, sui pensieri, sugli istinti, sui sentimenti e sul modo con cui egli affronta gli impegni abituali” per arrivare a guardare la sua esistenza con gli stessi ‘occhi di Cristo’. I responsabili devono ricordare inoltre che “l’effusione dello Spirito Santo comporta inevitabilmente l’effusione della stessa passione che Cristo ha per la salvezza del mondo!”. Dopo un momento dedicato ad alcune significative testimonianze, Rosa Maria Scuderi, membro del CRS, ha dato alcune indicazioni per un sano esercizio della ministerialità, utilizzando come parametri di riferimento i quattro criteri offerti da Papa Francesco nell’esortazione “Evangelii gaudium” e adattandoli alla vita dei gruppi RnS:
a) Il tutto è superiore alla parte: nessun ministero può sostituirsi al pastorale che ha la visione d’insieme della vita del gruppo.
b) Il tempo è superiore allo spazio: la crescita dei fratelli è più importante del risultato in termini di efficienza e perfezione.
c) La realtà è più importante dell’idea: è perciò nella nostra comunità concreta, con i suoi limiti e le sue povertà che bisogna incarnare ciò che apprendiamo nella formazione.
d) L ‘unità è superiore al conflitto: le diversità di carattere, le divergenze di idee inevitabili sono sempre subordinati ad un’unità più profonda, un’unità eucaristica che ci rende corpo di Cristo e sue membra.

Al termine della giornata, un nuovo mandato ad essere lievito che fermenta la pasta e a diffondere con gioia  il Vangelo in questa nostra terra di Sicilia!

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