Tre giorni ministeriale per animatori
29-31 gennaio 2010
Esortazione di Pippo Viola
"Esaminate ogni cosa, tenete ciò che
è buono" (1 Ts 5, 21)
Animazione e maturità
Romani 8:11 E se lo Spirito di colui che
ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi,
colui che ha risuscitato Cristo dai morti
darà la vita anche ai vostri corpi mortali
per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Romani 12:1 Vi esorto dunque, fratelli, per
la misericordia di Dio, ad offrire i vostri
corpi come sacrificio vivente, santo e gradito
a Dio; è questo il vostro culto spirituale.
Ogni animatore è chiamato a rendere un servizio
per favorire la crescita dei fratelli, specialmente
nell'ambito della preghiera.
Egli non è scelto semplicemente per mettere
a disposizione le proprie doti personali
e le proprie abilità, ma deve offrire ben
di più, lasciandosi prima di tutto animare
egli stesso dallo Spirito Santo, divenendo
a Lui attento ed ubbidiente. E lo Spirito
Santo santificherà ogni dote e la renderà
adatta alla realizzazione del bene comune.
Chi è animatore maturo sa che i doni più
grandi che può fare a sé stesso ed agli altri
sono la sua crescita personale nell'amicizia
con Dio attraverso la preghiera e la fedeltà
alla propria identità (che si realizza attraverso
la fedeltà al Vangelo nella propria vita
quotidiana); e che tali cose sono all'origine
di ogni ministero e servizio.
La fedeltà alla propria identità è fedeltà
a Dio; è fiducia in Lui che ha fatto bene
ogni cosa, che ci ha amati sin dall'eternità
e creati simili a Lui per infinito amore,
destinandoci come Lui ad amare.
Servizio ministeriale e tentazione
Marco 8:36 Che giova infatti all'uomo guadagnare
il mondo intero, se poi perde la propria
anima?
Romani 12:3 Per la grazia che mi è stata
concessa, io dico a ciascuno di voi: non
valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi,
ma valutatevi in maniera da avere di voi
una giusta valutazione, ciascuno secondo
la misura di fede che Dio gli ha dato.
Romani 12:16 Abbiate i medesimi sentimenti
gli uni verso gli altri; non aspirate a cose
troppo alte, piegatevi invece a quelle umili.
Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi.
Dio ci ha fatti simili a Lui, capaci di essere
a Lui somiglianti nel vivere e nell'operare
sotto l'azione dello Spirito Santo; ed adatti
a ricevere il suo Amore, ad amarLo ed ad
amarci vicendevolmente.
Il Maligno, per invidia e livida gelosia,
ha innescato una catastrofe sin dapprincipio,
inducendo la corruzione nei nostri progenitori,
i quali l'hanno liberamente scelta. Così
la loro natura è decaduta ed anche la nostra.
Gesù ci ha giustificati e salvati a prezzo
del suo Sangue e ci ha dato il potere di
diventare in Lui figli di Dio, recuperando
la 'veste bianca originaria' attraverso il
Battesimo, i sacramenti e la vita di grazia.
Il diavolo, al contrario, cerca di distruggerci
e tenta prima di tutto di annullare la nostra
capacità di riconoscere Dio corrompendo la
nostra identità ed il nostro modo di essere
e di vivere. La sua azione è principalmente
diretta, perciò, proprio contro di noi, contro
le nostre famiglie, contro i nostri gruppi,
contro i ministeri, contro tutta la Chiesa,
contro tutti gli uomini.
La tecnica è sempre la stessa: fare leva
sulle nostre debolezze per convincerci, con
l'inganno a dare il nostro libero consenso
alla sua seduzione, con piena coscienza (inducendoci
ad accogliere pensieri e motivazioni che
fanno apparire giusto ciò che non lo è).
Egli cerca anche di farci cadere sempre negli
stessi peccati per accrescere la nostra debolezza
verso la materia che li riguarda, anche per
rinfocolare la concupiscenza.
Bisogna lasciarsi guidare, perciò dalla virtù
della Prudenza, prodotta in noi nel Battesimo
dall'azione e dalla presenza dello Spirito
Santo. È necessario, perciò, esaminare con
serena ma costante e precisa attenzione tutto
ciò che riguarda il nostro vivere ed il nostro
agire. Ciò anche e soprattutto nell'ambito
ministeriale.
Ogni forma di personalismo, ogni 'furbizia'
nell'esercizio di un ministero, ogni espediente
per provocare ciò che noi abbiamo deciso
debba accadere e tutto ciò che stride con
la semplicità evangelica proviene quantomeno
dalla propria concupiscenza ed apre la porta
alla tentazione; od è azione diretta del
Male. Per essere più precisi, quando si è
tentati di sfruttare l'emotività dei presenti,
quando si cerca il sensazionale per forza,
quando si vuol primeggiare nella preghiera,
nel canto in lingue, quando si vuol avere
sempre l'ultima parola, e così via, si è
già caduti nella trappola: il personalismo,
che è l'atteggiamento di chi si vuole affermare
sugli altri; e, forse senza rendersene neanche
conto, vuole sfruttare la presenza dell'altro
per affermare la propria. Un tale atteggiamento
non è certamente ispirato dallo Spirito Santo:
allora, chi lo ispira?
Il demonio cerca continuamente di inserirsi
tra coloro che prendono sul serio il Vangelo
e che operano per conquistare figli a Dio.
Egli cerca di seminare disordine, confusione,
divisione, falsificazione e scontro.
Spesso nei servizi ministeriali, il suo compito
è reso facile proprio da quelli che sono
impegnati nel ministero, specialmente quando
essi operano un discernimento distratto,
o superficiale.
Quelli della musica e del canto e dell'animazione
della preghiera sono particolarmente attaccati
dal Nemico, il quale, quando gli è possibile,
vuole rendere inefficace la loro opera nel
favorire una preghiera fervente; proprio
perché in essa i fratelli vengono incoraggiati
e guidati ad un incontro più intenso con
il Signore.
L'attacco è diretto quasi sempre alla mente,
attraverso l'induzione di pensieri e di sentimenti
che, se assecondati, rovinano la fraternità
e l'armonia nell'unità.
Basta, per esempio, lasciarsi convincere
di avere doti e carismi superiori a quelle
degli altri per cadere nella superbia; perché
il Maligno trovi la via aperta per indurre
suggestioni di autocompiacimento, di rivalità,
esaltandoli sempre più e stimolando il desiderio
di affermarsi anche al di fuori dei piani
di Dio, sino a far cedere la nostra volontà.
La lista delle tentazioni più comuni è incredibilmente
lunga. Proprio perché considerate 'comuni'
esse vengono sottovalutate, perché ci si
convince che siano poco efficaci. Con esse,
dunque, per superficialità molti convivono
in piena coscienza e giustificano i malefici
risultati che esse producono dicendo: "Fa
parte della mia umanità"; e così, più
o meno coscientemente, accettano senza reagire
il loro stato di peccato. Per questo e per
simili motivi tale tipo di tentazione colpisce
più facilmente nel segno e prepara la via
a quelle più pericolose e distruttive.
Per metterne meglio in evidenza la pericolosità
e per stimolare qualche riflessione in più,
può sicuramente bastare il seguente breve
ed incompleto, ma significativo, elenco di
tentazioni che riguardano appena, appena
l'ambito della superbia (come aspetto della
concupiscenza); tentazioni che, se accolte,
sono capaci di distruggere ogni ministero
e rendere vana, se non pericolosa, la sua
azione:
" Convincersi di sapere o di saper fare
tutto meglio degli altri. Tale atteggiamento
comporta la logica conseguenza che non si
accetta nessun discernimento. Allora, non
si è più capaci di essere sottomessi gli
uni agli altri e si è già separati dagli
altri fratelli; e la comunione rimane ferita.
Non essendo più inseriti nella comunione
si diventa causa di divisione ed il ministero,
così, non è più testimone d'amore e di unità,
e rischia di essere di scandalo;
" Sentirsi profeti o, peggio, superprofeti,
così dotati che non devono sottostare ad
alcun discernimento. È una tentazione terribile,
perché chi assume un simile atteggiamento
non è certamente un profeta guidato dallo
Spirito Santo; altrimenti accetterebbe con
docilità di sottoporre la sua profezia al
discernimento di chi è preposto a tale compito
(in primo luogo del Pastorale) per garantire
al gruppo indicazioni sicure, che guidino
alla sequela di Gesù, nostro Signore. Chi
si atteggia a profeta od a superprofeta e
fa il 'libero battitore' non ha amore per
il Gregge ed è di conseguenza un falso profeta,
la cui profezia non edifica, ma demolisce
il regno di Dio e fa spazio al regno di Satana;
" Sentirsi superleader nel servizio
ministeriale e voler assoggettare a sé tutti
e tutta l'azione ministeriale. Questo è lo
stesso atteggiamento del diavolo che tenta
di toglierci la libertà e di ridurci in catene.
Si è tentati di fare così quando si vuol
conquistare un potere, ma in effetti si contrista
e si estingue lo Spirito Santo, perché gli
si nega in tal modo la libertà di agire e
di creare interazione nel servizio ministeriale
secondo i disegni di Dio;
" Faciloneria nell'annunziare predizioni,
guarigioni, 'presenze', ecc. In tal caso
si stanno dicendo menzogne che si stanno
spacciando per azione dello Spirito Santo.
Si compie la stessa azione del Maligno che
è il falsario ed il menzognero per eccellenza,
si ingannano i fratelli e li si disilludono
quando tali previsioni si rivelano infondate.
Si può arrivare addirittura a distruggere
la fede di chi è più debole;
" Proclamare letture bibliche non ispirate.
Capita che si leggano letture su letture,
con contenuti e messaggi che puntano in mille
direzioni, alle quali non fa seguito nessuna
vera riflessione, né preghiera ispirata.
Proclamare senza ispirazione, né discernimento
equivale a strumentalizzare la Parola di
Dio per dimostrare agli altri un'ispirazione
che in effetti non c'è; significa nutrire
disprezzo nascosto per la Parola e per Dio
stesso. E non ci si nasconda dietro la facile
scusa 'che tanto è sempre Parola di Dio',
perché anche il Maligno fece una cosa simile
con la Sacra Scrittura per tentare Gesù!
E l'elenco potrebbe continuare.
Imparare ad esaminare: il discernimento
Romani 12:2 Non conformatevi alla mentalità
di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando
la vostra mente, per poter discernere la
volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito
e perfetto.
Ebrei 5:14 Il nutrimento solido invece è
per gli uomini fatti, quelli che hanno le
facoltà esercitate a distinguere il buono
dal cattivo.
È indispensabile quindi esaminare ogni cosa
alla luce di Cristo e della sua Parola, cioè
ogni relazione ed ogni attività umana, sia
di carattere spirituale, sia di carattere
intellettivo, che di carattere operativo.
Ciò al fine di prendere in ogni circostanza
la decisione morale conforme al Vangelo,
adatta alla realizzazione del Regno di Dio.
È proprio l'atto di esaminare ogni cosa che
viene comunemente denominato: discernimento.
Tutti i battezzati in Gesù Cristo sono, se
aderiscono al proprio Battesimo, uomini spirituali
e sono guidati dallo Spirito Santo quando
ne ascoltano la voce. Sono perciò capaci
di discernimento ordinario.
Nel RnS la preghiera di effusione segna l'apertura
alla carismaticità e ciò riguarda anche l'ambito
del discernimento che si rafforza. Anzi,
ad alcuni viene donata una speciale illuminazione,
comunemente conosciuta come carisma del discernimento,
che consente loro di distinguere il male
anche quando si presenta con le apparenze
del bene (ciò accade soprattutto nell'esercizio
ministeriale, quando così vuole il Signore).
Ordinariamente, però, ogni cristiano maturo
vive il dono (od arte) del discernimento.
Esso consiste nel riconoscere e scegliere,
attraverso il dono dell'Intelletto illuminato
dallo Spirito Santo, ciò che è buono, morale
e che edifica perché è conforme al Vangelo;
distinguendolo da ciò che va rifiutato perché
avverso alla Fede ed al Signore Gesù.
In chi non si avvale del dono dell'Intelletto,
non curando questo 'canale' tracciato dallo
Spirito Santo nel Battesimo, e non esercita
un costante discernimento, tale dono si attenua.
Così egli si espone in modo sempre più grave
alle tentazioni, alle quali cede poi più
facilmente, degradando sempre più verso lo
stato di peccato.
Il peccato reiterato si 'scrive nella carne'
e diventa abitudine, vizio, catena del diavolo,
porta degli inferi.
È necessario esaminare ogni cosa per nutrirsi
di ciò che è buono perché nasce da Cristo
e porta a Lui e ricusare ciò che è male e
che allontana da Cristo e dal suo Piano di
Salvezza.
Il discernimento, allora, non può essere
occasionale, ma diventa una veste interiore,
uno stile di pensiero, una tensione costante
a Cristo ed al suo Vangelo; ed accresce la
volontà di non discostarsi da Lui. Questo
è il vero Timor di Dio, che consiste soprattutto
nella volontà e nell'impegno di vivere la
vita nuova nello Spirito facendo grande attenzione
a scegliere costantemente il Bene che viene
profuso dal Padre in Cristo, per mezzo dello
Spirito Santo ed a fuggire il male che offende
Dio e ci allontana da Lui.
Il discernimento conduce ad una nuova modalità
di pensiero: avere lo stesso pensiero del
Padre, pensare in Lui e secondo Lui, guardando
la vita ordinaria con gli occhi di Cristo
attraverso il Vangelo, accogliendo l'unica
Verità vera che continuamente viene proclamata
in noi dallo Spirito Santo.
Colui che vive il discernimento si fa ubbidiente
a Cristo ed al Vangelo. Allora, Egli ed il
Padre vengono e prendono dimora in lui, immergendolo
nell'amore Trinitario, nello Spirito Santo.
Ed egli diventa dispensatore di cose buone,
come il Padre celeste.
Chi esercita un ministero con tale stile
di vita è un vero animatore, perché dà la
vera animazione al servizio che sta rendendo,
facendolo scaturire dallo Spirito Santo che
è datore di vita. Tale servizio, perciò,
diventa veramente fecondo, portatore di vita
e della novità dello Spirito di Dio.
Imparare a ritenere solo ciò che è buono
Filippesi 1:9-11 E perciò prego che la vostra
carità si arricchisca sempre più in conoscenza
e in ogni genere di discernimento, perché
possiate distinguere sempre il meglio ed
essere integri e irreprensibili per il giorno
di Cristo, ricolmi di quei frutti di giustizia
che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo,
a gloria e lode di Dio
Non basta distinguere ciò che è cattivo per
ricusarlo: bisogna discernere soprattutto
ciò che è buono e santo per ritenerlo.
Siamo noi stessi che possiamo "ritenere
ciò che è buono": altri non possono
farlo al posto nostro. Abbiamo necessità,
perciò, di applicarci molto nella costruzione
del nostro uomo interiore.
Tale costruzione ha bisogno di operazioni
diverse: in primo luogo del combattimento
spirituale e della perseveranza.
Il combattimento va indirizzato contro le
radici del peccato, che sono la concupiscenza
della carne, il mondo ed il diavolo. Sono
esse che ci inducono al peccato rendendoci
responsabili della distruzione della vita
divina in noi e facendoci perdere la lucidità
ed il controllo di noi stessi.
La concupiscenza in se non è peccato, ma
è una sovrastruttura che genera tendenza
verso il male. Ma essa è generata e rinfocolata
dal peccato.
È necessario che ci attiviamo per combattere
e distruggere, 'dare la morte' (mortificare)
a tutto ciò che ci induce al peccato.
Non basta difendersi, bisogna anche contrattaccare:
è necessario perseverare nell'accogliere
e nel compiere tutto ciò che è buono e produce
bene perché viene da Dio, per fare in modo
che diventi la nostra stessa carne in modo
da passare da uomini carnali, decaduti nel
peccato, ad uomini spirituali, restaurati
nella propria dignità di figli di Dio da
Cristo Signore della vita.
È necessario che assimiliamo la vita divina
anche attraverso la Parola di Dio, la preghiera,
i sacramenti, le opere di carità, il servizio
ai fratelli.
Nuova alleanza
Ebrei 13:20-21 Il Dio della pace che ha fatto
tornare dai morti il Pastore grande delle
pecore, in virtù del sangue di un'alleanza
eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda
perfetti in ogni bene, perché possiate compiere
la sua volontà, operando in voi ciò che a
lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al
quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Le operazioni di cui abbiamo parlato sopra,
ci aprono a Cristo ed Egli ci può finalmente
rigenerare, con il nostro libero consenso
e con la nostra piena coscienza: è l'inizio
di una nuova alleanza, di un nuovo tempo
di Dio con gli Uomini.
Ministeri di animazione
Matteo 5:14-16 Voi siete la luce del mondo;
non può restare nascosta una città collocata
sopra un monte, né si accende una lucerna
per metterla sotto il moggio, ma sopra il
lucerniere perché faccia luce a tutti quelli
che sono nella casa. Così risplenda la vostra
luce davanti agli uomini, perché vedano le
vostre opere buone e rendano gloria al vostro
Padre che è nei cieli.
Discernimento, combattimento e perseveranza
sono caratteristiche irrinunciabili in chi
anima un incontro di preghiera, specialmente
per noi del RnS.
I ministeri di animazione della preghiera
devono essere come dei 'prismi di cristallo'
che ricevono la luce e la scompongono in
tutte le sue meravigliose componenti per
farne vedere, apprezzare e gustare l'incantevole
bellezza; devono essere come canali limpidi
che trasportano le acque cristalline dello
Spirito Santo perché ognuno le apprezzi e
se ne disseti.
Il Signore Gesù ci venga in aiuto e, per
la preghiera di Maria, la Madre del Rinnovamento,
ci renda capaci di attirare e convogliare
sui fratelli tutte le grazie che Egli vuole
dispensare negli incontri di preghiera, attraverso
la musica ed il canto e l'animazione della
preghiera.
(Mt, capp.: 5; 6; 7).
(Pippo Viola)