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Insegnamenti/Fascetta

 

 

 CONVEGNO REGIONALI ANIMATORI
DOMENICA 19 OTTOBRE 2003
        
INDICAZIONI    PASTORALI

SEBASTIANO FASCETTA


Ringrazio il Signore per l'esperienza umana e spirituale che mi ha concesso di vivere in questi 9 anni di coordinamento regionale, a servizio dei gruppi, delle diocesi , in stretta collaborazione con i membri di comitato e consiglio regionale che in questi anni il Signore ha donato alla nostra regione.
Mi avvio alla conclusione del  mandato con grande gioia e gratitudine al Signore per l'affetto e l'amicizia maturata in questi anni con tantissimi fratelli e sorelle con i quali abbiamo condivisione la passione per il regno di Dio, per il RnS, per la Chiesa.
Dopo questa breve nota personale, desidero richiamare alla vostra attenzione alcune considerazioni pastorali in vista dei prossimi rinnovi, ed in particolare l'importanza:

- di trasmettere la visione
- di esercitare il discernimento spirituale a "occhi aperti"
- di vivere la custodia e l'accompagnamento fraterno
- di vigilare su alcune tentazioni

 1) Trasmettere la visione: " le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta altri" ( 2 Tim 2,2) Il tempo dei rinnovi è anzitutto tempo di consegna, di trasmissione di una storia, di un cammino, di una visione profetica che orienta il cammino  regionale, diocesano e di  gruppo, per  evitare la sindrome "dell'anno zero".
C'è un episodio nell'AT che mette in evidenza l'importanza della trasmissione tra chi conclude un mandato e chi invece ne assume uno nuovo, si tratta del passaggio di consegna tra  Elia e Eliseo. Il grande profeta  Elia getta il mantello su Eliseo, ossia lo sceglie  come suo discepolo in vista del ministero profetico: " Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il mantello...Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio".  Eliseo non è chiamato immediatamente a svolgere una funzione profetica ma "entra al servizio" di Elia, ossia vive un tempo di apprendistato, di discepolato , seguendo il profeta, osservandolo, collaborando con lui, in modo da maturare un'esperienza

Gettare il mantello  su qualcuno significa trasmettere lo spirito del profeta :"Lo spirito di Elia si è posato su Eliseo" ( 2 Re 15).  Il termine spirito è trascritto dalla CEI in minuscolo indicando, in questo modo, non tanto lo Spirito Santo quanto le  aspirazione più profonde del profeta, il suo sentire la storia, il suo modo di vivere la fede nell'unico Dio, la sua infaticabile lotta contro gli idoli, ecc..
Elia, in definitiva, sceglie colui che in qualche modo è in continuità di "spirito" con il  suo modo di vivere la fede e di esercitare il  ministero profetico. Anche nel RnS allo stato attuale abbiamo Elia, cioè il pastorale di servizio attuale e la comunità tutta, che dovrà scegliere Eliseo , nuovi fratelli e sorelle, secondo la chiamata del Signore, persone che siano in continuità di "spirito" con il cammino svolto così da  evitare la sindrome dell'anno zero.
Notiamo, ancora che  Elia prende l'iniziativa di gettare il mantello , cioè è consapevole che il suo ministero profetico ha un termine.  Capire questo significa essere fedeli alla volontà di Dio. Accogliere con serenità la scadenza del mandato significa assumere la volontà di Dio pur nella consapevolezza con non scade il nostro impegno nel servire il Signore.  
Saremmo dei veri sprovveduti e ,soprattutto ,causeremmo delle gravi situazioni di instabilità nel RnS, se ci limitassimo ad individuare soltanto quanti svolgeranno un ruolo pastorale, senza discernere tutti quei  servizi  carismatici che possono svolgere tutti coloro che non sono eletti nell'organo  pastorale. La pastoralità è un carisma nel RnS ma il RnS non vive solo di pastoralità ma  di molti altri carismi che, se pur armonizzati dal carisma pastorale, sono indispensabili per la crescita e la diffusione del RnS.
Concretamente l'organo pastorale uscente deve radunare tutti gli effusionati e trasmettere la visione profetica che ha orientato il triennio trascorso,  guardando al passato, considerando i

l presente e orientando verso il futuro, in modo da considerare in fase di programmazione delle candidature, non solo le doti umane spirituali e carismatiche necessarie,  ma anche il livello di assiduità al cammino comunitario in modo da assicurare la continuità con tutti gli apporti profetici che lo Spirito suscita.

2) esercitare il discernimento spirituale: "Il vero discernimento è fatto di ascolto e di pazienza, di attenzione costante a ciò che avviene, evitando il rischio di giudizi sommari e affrettati, che precludono la possibilità di un confronto spassionato e costruttivo" (Giannino Piana).

Ne consegue che gli elementi essenziali per disporsi al discernimento spirituale sono due l'ascolto che richiede  pazienza, attenzione , prudenza  e il confronto fraterno luogo privilegiato per poter capire la volontà di Dio.       Per essere ancora più concreti, fermo restando il clima di preghiera e di ascolto dello Spirito che deve caratterizzare ogni forma di discernimento spirituale, sono quattro  fasi fondamentali per discernere:

1. guardare indietro, considerando tutti gli orientamenti profetici maturati nel corso del cammino;  
2. guardare il presente per verificare il lavoro svolto e quanto occorre ancora realizzare
3. individuare alcuni priorità che ci aprono al futuro in continuità al lavoro svolto
4. scegliere le persone che si fanno interpreti e servitori della visione profetica; che fanno memoria, hanno chiara la visione e si fanno servi dei fratelli per amore e nella libertà.

E' evidente che se la comunità non è aiutata a vivere le prime due fasi: memoria e lettura intelligente, delle necessità e dei doni dei fratelli o, peggio ancora, è stata abituata a considerare come ostacolo all'azione dello Spirito qualsiasi forma di preparazione intelligente, non è nelle condizioni per fare discernimento e di poter scegliere  pastori secondo il cuore di Dio.
Non dimentichiamo mai che lo Spirito suppone sempre la natura, non si sostituisce ad essa. Per cui , senza un tempo congruo di preparazione, di preghiera e riflessione, di preghiera e ascolto, di preghiera e confronto , qualunque tipo di scelta che andremo a fare sarà affidata al caso, alla logiche delle probabilità ma difficilmente avrà una valenza profetica. E non ci illudiamo che lo Spirito Santo successivamente venga a colmare le lacune umane, spirituali, relazionali di coloro che abbiamo scelto senza un serio e intelligente discernimento.
Per questo la modalità di elezione vigente in seno al RnS non dev'essere vissuta come
atto formale, ma come atto profetico. Anzitutto l'individuazione delle candidature  non dev'essere un atto formale ma un primo e importante discernimento che l'organo pastorale uscente assume con particolare attenzione e senso di responsabilità per poi sottometterlo al discernimento della comunità attraverso le votazioni.
Vi ricordo alcuni criteri imprescindibili per individuare i prossimi animatori: maturità umana, acquisizione dell'identità del RnS, spiccato senso di appartenenza,saldezza, fedeltà, fiducia, , discepolato, autorevolezza, disponibilità alla collaborazione.


3) custodia e accompagnamento fraterno : In vista dei rinnovi dobbiamo essere custodi gli uni degli altri:
- evitando ogni forma di mormorazione : " Nessuna parola cattiva esca più dalla vostra bocca; ma piuttosto , parole buone che possano servire per la necessaria edificazione, giovando a quelli che ascoltano." ( Ef 4,29)
- mantenendo il vincolo di unione fraterna : " siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria,ma, al contrario rispondete benedicendo" ( I Pt3,8);
- intensificando l'intercessione reciproca in modo da presentare i fratelli e le sorelle al Signore, soprattutto tutte quelle situazioni di difficoltà sia nella sfera relazionale che spirituale : "non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio , che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù" ( Fil 4,5ss);
- vigilando su se stessi per non cedere alla tentazione dell'orgoglio, dell'invidia e della gelosia:" Vigila su te stesso , per non cadere anche tu in tentazione " ( Gal 6,2b); "Chi crede di stare in piedi , guardi di non cadere. Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla" ( I Cor 10,12ss)
- rimanendo fedeli al Signore e al RnS : " Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove, io preparo per voi un regno" ( Lc 22,28).
- Obbedendo alla Parola del Signore: "  ascoltate oggi la sua voce e non indurite il vostro cuore" ( Sal 95)
L'accompagnamento fraterno è uno dei doni più preziosi per la crescita spirituale ma , purtroppo, sempre più raro. Dicevano i padri del deserto: se vedi un giovane salire in cielo afferralo per una gamba, espressione paradossale ma che evidenzia il grave pericolo di inoltrarsi nella vita spirituale da soli, illudendosi di progredire nel cammino di santità. 
L'accompagnamento fraterno, umile, discreto e autorevole da parte degli anziani è una grazia da auspicare e chiedere come dono al Signore, in modo da assicurare continuità pastorale e profetica al cammino intrapreso.

Tutti i nuovi organismi pastorali, soprattutto la dove non è assicurata la continuità, saranno accompagnati per almeno 6 mesi dai membri uscenti in modo da essere aiutati nel loro ministero pastorale.
4) Vigilare su noi stessi per evitare di cedere alla tentazione della corsa al potere, da una parte, e della filautia, dall'altra parte , che ci porta ad assumere un atteggiamento dimissionario nei riguardi della comunità e del RnS.
 Sabino Palumbieri conclude un suo libro dicendo: " Signore, la preghiera che ci insegnasti a rivolgere al Padre , "non ci indurre in tentazione" , vogliamo così dettagliarla davanti a te, che sei il dinamismo di risurrezione e di vita: non ci indurre in diserzione, non ci indurre in distrazione, non ci indurre in discussione, non ci indurre in dimissione, non ci indurre in reazione, ma lanciaci nell'azione" (pag.294, Cristo Risorto leva della storia)
Certamente queste forme di tentazione  che possono albergare all'interno alle nostre comunità , infatti, vi possono essere coloro che:
- disertano l'impegno a servire i fratelli perché hanno paura di rischiare, di far fruttificare i doni ricevuti, di non essere all'altezza;
- sono distratti da situazioni  e preoccupazioni personali, ripiegati su se stessi anche perché partecipano al rinnovamento, nonostante anni di effusione, solo per ricevere, per soddisfare i propri bisogni per cui non riescono a riconoscere i bisogni della comunità e non si lasciano raggiungere dalla chiamata del Signore;
- discutono nel senso che mormorano, criticano, creano un clima di tensione e di sfiducia. A tal proposito afferma Bonhoeffer, riflettendo sul senso del servizio, a partire dal testo di Luca che dice : " Sorse poi tra loro una questione di chi fosse il più grande " ( 9,46), che basta questo per distruggere una comunione, da qui la necessità da parte della comunità di estirpare tale nemico.Questo accade, afferma il teologo tedesco,  nel momento ciascuno  cerca di occupare una posizione strategica da poter mantenere e difendere contro gli altri. ( Vita comune, pag.71, ed. Queriniana). L'animatore è colui che non  parla di sé ma  apprezza e riconosce il bene che è negli altri. Chi cerca la propria gloria giudica gli altri (cf Gv 8,50), semina maldicenza , chi invece non cerca la propria gloria parla bene degli altri, senza preoccuparsi per sé, senza cercare privilegi o posti di prestigio in seno al RnS: "Come potete credere - dirà Gesù - , voi che ricevete gloria (prestigio) gli uni dagli altri, e non cercate la gloria (il prestigio) che viene dall'unico Dio? ( Gv 5,44).
Soltanto l'umiltà , sull'esempio di Gesù che si spoglia dalle sue vesti, si alza da tavola (cioè lascia il posto di prestigio) e prende le vesti del servo ci abilita al servizio, alla ministerialità. La vanagloria ci porta ad avere una valutazione soggettiva e interessata della situazione comunitaria, mentre l'umiltà ci porta ad avere una valutazione disinteressata, oggettiva, autentica e spirituale dei reali bisogni e doni della comunità
- sono in stato di dimissione.  L'inganno di questa tentazione sta nel fatto di considerare la scadenza di un mandato come l'alibi per cessare ogni forma di impegno e di servizio nel RnS, sino al punto di diventare pietra d'inciampo per gli altri. La scadenza del mandato  è certamente opportuna anche perché si evita di personalizzare la pastoralità al punto da sentirsi insostituibili e non  preoccuparsi di far crescere altri nel senso di responsabilità.
Nonostante ciò non deve venir meno  la disponibilità  a rimanere in stato di diaconia nel RnS in obbedienza al Signore e alla comunità. Non è importante la funzione ma la disponibilità a servire in modo diverso secondo le diverse esigenze della comunità in risposta alla chiamata del Signore.
Infine dobbiamo vigilare, come ricordava il nostro Coord.Nazionale ad Assisi e come ho avuto di scrive già nel 2002, contro la philautia, l'amore di sé e l'amore per sé, che ci porta all'egoismo e individualismo spirituale. Il grande Basilio definisce in questi termini la philautia : " Chi ama la sua vita la perderà e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna( Gv 12,25). Amante di sé è chi ama davvero se stesso. Riconosce di esserlo se quello che fa, lo fa per amore di sé anche se adempie un comandamento. Se infatti, per amore della propria tranquillità, tralascia qualcosa di necessario per il bene spirituale o materiale del fratello, è già evidente anche per gli altri che è affetto del male dell'amore di sé che conduce alla perdizione". (la philautia, Irenee Hausherrr, ed. qiqajon)

Conclusioni:
Desidero consegnarvi due parole profetiche a conclusione di questa riflessione:
La prima parola è forte appello al senso di responsabilità affinché aumenti zelo per la casa del Signore: " Temete dunque il Signore e servitelo con integrità e fedeltà, eliminate gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume e in Egitto e servite il Signore. Se vi dispiace di servire il Signore, scegliete oggi chi volete servire: se gli dei che i vostri padri servirono oltre il fiume oppure gli dei degli Amorrei, nel paese dei quali abitate. Quanto a me e alla mia casa , vogliamo servire il Signore" (Gs 24,14)
La seconda parola è tratta dal profeta Aggeo: " Ora coraggio , Zorobabele, coraggio Giosuè figlio di Iozedak,, sommo sacerdote; coraggio, popolo tutto del paese, dice il Signore, e al lavoro, perché io sono con voi, secondo la parola dell'alleanza che ho stipulato con voi quando siete usciti dall'Egitto, il mio spirito sarà con voi , non temete"

( Aggeo 2,4-5)  

Carissimi, confortati dalla Parola di Dio :
- rimaniamo saldi nella fede poiché il Signore è con noi (io sono con voi);
- perseveranti nell'ascolto della " parola dell'alleanza";
- ferventi nell' invocare incessante e gioiosa del dono dello Spirito santo ( il mio spirito sarà con voi);
- coraggiosi nell'affrontare  le nuove sfide e le inevitabili prove ( non temete).

"Ringrazio sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle mie preghiere, continuamente memore davanti a Dio Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo" (cf I Tess1,2)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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