Insegnamenti

 

Il ministero dell’ evangelizzazione della Famiglia

 

Martin e Maria Milone

Delegati regionali per il ministero della famiglia
 

 

 

 

Il ministero dell’ evangelizzazione della Famiglia.

 

 

La famiglia è responsabile della comunicazione del Vangelo, essendo ”piccola chiesa domestica” e deve collaborare per promuovere carismi e ministeri.

Nel documento Evangelizzazione e ministeri (1977) la CEI affermò “l’esigenza vivissima sentita in maniera differente e convergente nel campo sociale e nel campo ecclesiale, è quella di una Chiesa tutta ministeriale, tutta dotata e preparata, tutta compaginata e mobilitata con la molteplicità delle sue membra al servizio della propria missione nel mondo”. (N.18)

I vescovi italiani pongono al centro della riflessione una chiara consapevolezza il cammino missionario affidato come comunità e la responsabilità che singolarmente e come famiglia, ciascuno possiede.

La famiglia, secondo il dono che Dio gli ha dato e il servizio che la Chiesa gli ha affidato, è chiamata ad essere trasmettitrice della fede e annunciatrice della Parola di Dio.

Giovanni Paolo II nella Christifideles laici ha costatato ”come lo Spirito abbia continuato a ringiovanire la Chiesa suscitando nuove energie in tanti fedeli laici”. Ciò e testimoniato, tra l’altro, dal nuovo stile di collaborazione, e da molteplici servizi e compiti affidati ai fedeli laici e ai movimenti e associazioni e da essi assunti.

La famiglia nel rinnovamento grazie alla riscoperta del battessimo e del sacramento del matrimonio è chiamata all’edificazione del regno grazie ad una risorsa che più di tutte le altre e necessario valorizzare, i doni dello Spirito.

Infatti, l’esperienza carismatica porta gli sposi a riscoprire il loro sacramento e a vivere la vita nuova nello Spirito come coppia.

Il ministero dell’evangelizzazione delle famiglie si propone la riscoperta della propria vocazione, l’identità per la missione.

 Esso (il ministero) è un impegno serio e concreto di formazione allo scopo di avere sposi maturi, responsabili, capaci d’ amare, confermare, incoraggiare i propri fratelli; capaci di sviluppare la responsabilità della comunità/gruppo che essi servono.

Il ministero comporta la promozione, l’accompagnamento degli sposi a comprendere e svolgere il ministero nuziale.

La cura e la formazione della famiglia occorre non per avere nella Chiesa e nel movimento professionisti di pastorale familiare, ma di avere una vasta area di gratuità nella quale si svolge un servizio lo accompagni con uno stile di vita evangelico.

La formazione dovrà compiere tutte le dimensioni necessarie per l’esercizio del ministero.

-Spirituali

-Intellettuali

-Ministeriale

Perché cresca in tutti un vera coscienza del sacramento ricevuto e della corresponsabilità nella vita della comunità/gruppo di un vero e proprio servizio.

 

Il rinnovamento nello Spirito ha preso coscienza della grazia e della grande responsabilità che viene dal Signore in ordine a promuovere la famiglia nei nostri gruppi.

La famiglia deve essere considerata sempre di più all’interno di ogni piano (programmazione) di pastorale di servizio nei nostri comunità/gruppi

Bisogna favorire e aiutare la famiglia a riscoprire e vivere la vita nuova nello Spirito come coppia, come sposi prioritariamente ad ogni cosa, o ad ogni altro impegno, nel gruppo si è chiamati a vivere pienamente la propria vocazione.

Nei nostri gruppi la famiglia è soggetto pastorale, di conseguenza essa non solo lo è nella sua natura, ma bisogna riconoscerla e tenerla presente nelle attività che il gruppo propone.

Infatti è auspicabile che il pastorale di servizio nel tracciare un itinerario di formazione o altre attività prenda in considerazione la ricchezza che la famiglia possiede e offre a tutti i fratelli un itinerario formativo con un taglio particolare che affonda le radici nell’esperienza coniugale e familiare.

Nella formazione carismatica è bene che in qualche incontro si trattasse la spiritualità carismatica delle famiglie.

Il rinnovamento considera la famiglia luogo privilegiato dell’azione missionaria.

Il rinnovamento, famiglia di famiglie, non attrae le famiglie, ma è una comunità capace di farsi attrarre dalle famiglie e dai suoi singoli membri, dal suo carattere affettivo, dal suo stile relazionale, dai suoi ritmi di vita.

Se è vero che la famiglia cristiana è, in un certo senso, l’immagine e la sintesi della più vasta comunità ecclesiale, i nostri gruppi sono chiamati, a sua volta, a manifestare  un volto di famiglia, cioè di una realtà capace di relazioni intense ed aperte ad uno stile parimenti paterno e fraterno.

Se la famiglia è considerata una “risorsa” in vista dei cammini e delle proposte dei nostri pastorali di servizio dei nostri gruppi, è necessario introdurre il tema della sua identità ministeriale.

Si tratta di un argomento già affrontato dalla CEI nel contesto del piano pastorale per gli anni 70 e soprattutto nei documenti Evangelizzazione e sacramento del matrimonio(1975) ed evangelizzazione e ministeri(1977).

“ I coniugi in forza del loro ministero non sono soltanto l’oggetto della sollecitudine pastorale della Chiesa, ma ne sono anche il soggetto attivo e responsabile in un missione di salvezza che si compie con la loro parola, la loro azione e la loro vita”

Il ministero dell’ evangelizzazione della famiglia trova il suo ambiente nella realtà ecclesiale come i gruppi RNS le quali hanno un vero e proprio bisogno di attingere dalla famiglia una fondamentale <dimensione domestica> per vivere al suo interno dei rapporti interpersonali genuini.

Il secondo documento affronta la ministerialità “In una società che emargina sempre più la famiglia e praticamente, tende a vanificarne la consistenza e i compiti nella realtà civili e nell’ educazione dei figli...ci si deve impegnare a promuovere il ministero dei coniugi anzitutto nei confronti della crescita della fede dei figli, nei confronti  poi della evangelizzazione delle coppie e delle famiglie deboli nella fede, con le quali essi hanno quotidianamente contatti di vicinato, di lavoro, di situazioni spesso totalmente chiuse ad altre presenze ecclesiali; nei confronti infine dei fidanzati, che si preparano al matrimonio”. (EM74)

A tal proposito, il ministero dell’evangelizzazione delle famiglie deve promuovere e approfondire la formazione di giovani in vista vocazionale.

Bisogna anche attenzionare e guidare nei nostri comunità/gruppi le famiglie che vivono situazioni irregolari, donando loro il nostro sostegno, la nostra disponibilità all’ascolto, prodigandogli stima, solidarietà, comprensione ed aiuto concreto a far comprendere  che è possibile conservare la fedeltà o aprirsi al perdono e alla disponibilità dell’eventuale ripresa della vita coniugale.  

Essi non sono esclusi dall’essere famiglia, anzi vivono la loro vocazione se rimangono fedeli in maniera eroica.

Per coloro che non sono rimasti fedeli al sacramento del matrimonio e al comandamento di Dio, bisogna esortarli all’ascolto della Parola a preservare nella preghiera e aprirli alle opere di carità, e soprattutto guidarli ad educare i figli alla fede cristiana.

Nei confronti delle famiglie in situazioni irregolari le famiglie nei nostri gruppi insieme alla Chiesa sono chiamati a professare la fedeltà a Cristo e alla sua Verità, mostrando loro un volto materno.

E’ necessario una pastorale per le situazioni irregolari e per le vedove, si può iniziare a tracciare una formazione per queste realtà presente nei nostri gruppi/comunità.

Una dimensione da curare ed attenzionare è l’accompagnamento spirituale delle giovane coppie o delle coppie in  crisi, e da considerare che le coppie più anziane nel cammino possono essere punti di riferimento validi per le giovani coppie, e a sua volta, le coppie giovani spesso possono dare alla coppia meno giovane la freschezza spirituale nuziale che spesso può venir meno.

Questi legami comunionali possono diventare modi d’incontro, di conoscenza per poter aprirsi, relazionarsi  e insieme pregare e dar avvio a veri cenacoli di preghiera.

La preghiera di coppia e di famiglia è fondamentale nel nostro cammino ed  è veramente nutrimento per il nostro cammino, per il nostro ministero e la presenza di essa sostiene altre famiglie in difficoltà.

 

 

 

 

 

 

 

Che cos’è il ministero dell’evangelizzazione delle famiglie nei gruppi/comunità RNS?

 

E’ una forma di diaconia rivolta alle famiglie che vivono all’interno del gruppo. Famiglie che vivono e sperimentano l’azione carismatica e che prendono consapevolezza del carisma nuziale e quindi del ministero.

Il ministero presuppone un carisma che nel caso nostro non è dato dal pastorale di servizio, poiché esso e di natura sacramentale, ma il pastorale discerne in particolar modo qualche coppia delegata di gruppo che possa essere punto di riferimento delle altre famiglie.

Il ministero dell’evangelizzazione delle famiglie impegna le famiglie ad essere sostegno e aiuto e ritrovare la propria identità e valore, poiché essa e soggetta attivo nella comunità per il suo essere e non per il suo fare.

 

 

 

Spiritualità

 

La famiglia come ogni figura cristiana è il luogo di un evento spirituale che richiama una spiritualità propria.

Essa e quella familiare che riguarda il vissuto concreto e sfocia nei gesti quali la preghiera, l’ascolto della Parola, l’eucaristia, la riconciliazione, la carità, il servizio.

La spiritualità familiare carismatica è un evento dello Spirito, che dona luce nella vita di coppia e suscita colori dello splendore cristiano ed evangelico.

L’esperienza carismatica anima, riscalda, riconduce la coppia al Cristo Risorto, all’evento Pasquale all’incontro con Lui fino a ricondurci nel seno della comunione trinitaria.

La spiritualità familiare è vocazione e missione, chiamata a vivere la propria vita coniugale, e per servire nel suo essere.

 

 

Finalità

 

Il ministero della famiglia, denominazione terminologica usata per indicare una precisa diaconia all’ interno della Chiesa e in seno al nostro movimento.

Oggi la famiglia, icona della Santa famiglia di Nazareth, è chiamata a conoscere e sperimentare la Santa Trinità modello di famiglia divina che invade la storia del singolo e della coppia e di tutta la famiglia di Dio “la Chiesa”.

La famiglia, nell’esperienza trinitaria, sperimenta l’amore del Padre, che la rende capace di amare, e vivere e conoscere l’amore unico che porta alla consapevolezza di essere amati.

 L’amore di Dio, sperimentato dalla coppia, accetta la Signoria di Gesù Salvatore e spinge la coppia ad annunciare il Kerigma.

L’annuncio Kerigmatico, è accompagnato da una forte esperienza della potenza dello Spirito Santo che risveglia i doni e le meraviglie della Pentecoste e muove all’annuncio, questo non rimane isolato dalla vita, ma agisce nella via della coppia. La coppia che ha scoperto la vita nello Spirito e si lascia guidare dallo Spirito di Dio, “costoro sono figli di Dio” (Rm 8,11) e nella guida si abbandonano al Padre.

La famiglia sperimentando la preghiera, la parola di Dio, si lascia sempre più condurre dall’esperienza del cenacolo di Pentecoste che nelle loro case diventa cenacolo continuo.

Solamente mediante questa esperienza la coppia chiamata a incarnare il modello di famiglia di Dio e con l’ effusione dello Spirito può realizzare la via della santità.

La chiamata alla “legge di santità”, invita alla famiglia e indica un’altra via la missione.

La scoperta del carisma coniugale deve portare alla coppia alla consapevolezza della loro chiamata nella coppia quindi ad intra, ma nello stesso tempo uno sguardo ad extra, al di fuori della coppia, la coppia è chiamata alla missionarietà.

La famiglia deve impegnarsi ad una nuova evangelizzazione, che la porta “dentro il cenacolo”, “fuori dal cenacolo”.

“La famiglia è il cuore della nuova evangelizzazione”(EV n° 92) e deve inpegnarsi nell’annuncio del Vangelo, la coppia deve essere trasmettitrice continua della Buona Novella, al punto che la stessa vita di coppia diventi itinerario di fede e d’ iniziazione cristiana.

“Nella misura in cui la famiglia cristiana accoglie il Vangelo e matura nella fede diventa comunità evangelizzante”FC n°52

 

La coppia delegata

E’ compito del pastorale di servizio individuare una coppia che sappia lavorare per il bene di tutta la comunità e che almeno abbia questi requisiti:

a.      Riscoperta del carisma nuziale.

b.      Uno spiccato senso di appartenenza e d’identità del RNS.

c.     Doti morali e maturità umana, capacità di relazionarsi con gli altri, di esercitare pazienza, di sopportare le incomprensioni, la capacità di tutelare la comunione, l’esercizio della carità.

d.     Deve aver ricevuto la preghiera d’effusione.

e.     Deve avere una formazione sulla spiritualità nuziale

f.      Deve dare disponibilità agli incontri regionali di formazione del ministero.

 

 

 

 

 

Proposte operative:

 

1)Formazione per le coppie nei nostri gruppi:

a.     Spirituale

b.     Carismatica

c.     Ministeriale

2) Formazione dell’esperienza coniugale:

a.     Diretta a tutti i fratelli del gruppo,inserita negli incontri di formazione del gruppo.

3) Formazione per:

a.     Fidanzati                             

b.     Separati-divorziati

c.     Vedovi

4) Il ministero della famiglia deve interagire in modo particolare con:                                                          

a.     Ambito giovani

b.     Ambito bambini e ragazzi

c.     Pastorale di Servizio

d.     Realtà ecclesiali

e.     Pastorale familiare

5) I delegati di ministero devono svolgere il proprio servizio formando una equipe

6)Approfondimenti che ogni gruppo dovrebbe svolgere:

a.     Conoscenza dei metodi naturali

b.     Attenzionare il rapporto genitori-figli

 

7) Attenzionare, promuovere e collaborare con l’ ambito evangelizzazione    dei bambini in modo che:

a.     Parallelamente agli incontri delle famiglie ci sia l’incontro per i bambini.

b.     Creare dei momenti di incontro tra coppie e bambini, attraverso qualche iniziativa di gruppo.

8) Cenacoli di preghiera nelle famiglie:

a.     Famiglie appartenenti al gruppo

b.     Famiglie simpatizzanti

c.     Famiglie lontane

9) Roveto ardente nel gruppo per le famiglie.